mercoledì 4 novembre 2009

CHIESA DI SANTA CATERINA: Tra barocco e rococò

 Chiesa di Santa Caterina Vergine e Martire
 realizzata tra il 1566 ed il 1596.

Contigua al Monastero domenicano risalente al 1310, la chiesa si affaccia, con il prospetto principale, su Piazza Bellini e con quello laterale su Piazza Pretoria;
L'impianto è a navata unica con sei cappelle (tre per lato);
Lo stile della facciata è tardorinascimentale;
L'interno, in stile barocco (con elementi rococò del XVIII Sec.), è un esempio di arte del periodo di "controriforma" successivo al Concilio di Trento (1563). Esso  si offre all'occhio incredulo del visitatore in tutta la ricchezza decorativa dei marmi mischi, degli stucchi, degli intarsi, delle rifiniture in argento e oro, delle preziose statue, degli affreschi, delle pregiate tele settecentesche e di tante altre raffinate opere artistiche.
Sulle pareti, tra l'altro, si possono ammirare i bassorilievi con la vita di Santa Caterina.

 
SX: Maestosa scalinata a doppia rampa.  In alto medaglione con simboliriconducibili a Santa Caterina.
DX: I portali gagineschi sono ovviamente antecedenti alla facciata tardorinascimentale segnata dalle numerose lesene.



Edicola con Santa Caterina (1685)
e la ruota dentata (uno dei simboli
del suo martirio)




 
La cupola realizzata nella prima metà del XVIII Sec. su progetto dell'Architetto trapanese Francesco Ferrigno (1686-1766) e Portale laterale

Interno barocco, riccamente decorato, a navata unica con cappelle laterali


 







Volta affrescata con la "Gloria di Santa Caterina" nel 1744 da Filippo Randazzo (1695-1744), detto il Monocolo di Nicosia per via dell'unico occhio vedente.




 "Il sacrificio di isacco" "Giona" ed altri splenditi bassorilievi di Giovan Battista Ragusa (1727).


Antico Crocifisso su Reliquario dorato



















 Altorilievi con Santi domenicani



"Madonna del Rosario": Dipinto settecentesco.


 


"Trionfo dei Santi Domenicani" di Vito D'Anna (1751). Al centro della cupola è ancorato il Torciere seicentesco.



 Affreschi nei pennacchi della cupola.




SX: Altare maggiore (opera dell'Architetto Andrea Palma (1644-1730), con tabernacolo in pietre nobili e angeli argentati di pregevole fattura.


 "L'anima in gloria sale in Paradiso": affresco sulla volta del presbiterio di Antonio e Paolo Filocomo (1728).

Presbiterio con altare maggiore.

 
Aperture protette da grate dorate separano il presbiterio dai locali del contiguo convento delle suore domenicane.

 La ruota lignea.

Ala sinistra del transetto.


 
Il meraviglioso altare con la statua di Santa Caterina, realizzata da Antonello Gagini (1534). E' incastonato nella Cappella progettata dall'Architetto e frate domenicano Andrea Palma (1644-1730). La corona e gli abiti sontuosi della Santa rappresentano le nobili origini. La foglia di palma nella mano destra e la ruota dentata nella sinistra simboleggiano il martirio.


 
SX: Dipinto settecentesco. DX: Cappella con angeli ornamentali dedicata alla Vergine.


 





 

Il Coro e la volta a crociera del sottocoro affrescata  da Francesco Sozzi (1732-1795) e dal cognato Alessandro D'Anna (1746-1810), figli d'arte dei più famosi Olivio Sozzi e Vito D'Anna.



SX: Stemma della nobile Famiglia Amato con leone araldico.






Il cane, simbolo dei Domenicani,
realizzato con tarsie marmoree policrome,
nel pavimento davanti l'altare maggiore.


Cupola settecentesca e medaglione sul cornicione della facciata con la stella a otto punte, simbolo mariano.



 
Contiguo alla chiesa è il convento che ospitò, fino a pochi anni addietro, le suore domenicane di clausura, di cui i palermitani ben ricordano i dolci di "martorana" (pasta di mandorle) ed altre leccornie. Uno dei due chiostri accoglie la splendida fontana del Marabitti.






Foto e didascalie di Leo Sinzi/zio-silen

Questo Blog, fermo restando quanto puntualizzato nelle "avvertenze", consente la copia di proprie foto e scritti per finalità esclusivamente personali e "non commerciali" CON OBBLIGO DI CITAZIONE DELLA FONTE: «www.palermodintorni.blogspot.it».
La copia è parimenti negata a chi, a qualunque titolo, intenda farne uso a scopo di lucro.
Si ricorda che la violazione del diritto d'autore (copyright) è perseguibile a norma di legge.

Nessun commento: