venerdì 5 marzo 2010

LA CAPPELLA DI SAN CATALDO


 

La Chiesa di San Cataldo sorse, tra il 1154 e il 1160, come Cappella della nobile dimora dell' Ammiraglio Maione di Bari, comandante della flotta di Guglielmo I (il Malo), ricordato anche per l'episodio dell'Elsa sul portone arcivescovile. Questi dedicò il tempio al Monaco Cataldo, uomo pio e dotato del potere di guarire i malati, vissuto nel VII Sec., e famoso per aver placato un tremendo fortunale in quel di Bari lanciando il proprio anello tra le onde (la leggenda vuole che in quel punto sia sgorgata una sorgente di acqua dolce conosciuta come "L'anello di San Cataldo"). L'edificio di culto cambiò proprietario diverse volte: nel 1161, il Conte Silvestro Marsico ne fece un mausoleo pr le spoglie della figlia Matilde, scomparsa prematuramente; qualche anno dopo il Sovrano Guglielmo II (il Buono) ne fece dono al Monastero dei Benedettini di Monreale che lo utilizzò quale astanteria per ammalati. Nel tempo subì svariati rimaneggiamenti, allorché Giuseppe Patricolo, insigne architetto, nel 1882, con un accurato restauro lo riportò allo splendore originario.
La Cappella, unitamente alla coeva Martorana (Santa Maria dell'Ammiraglio) ed alla barocca Chiesa di Santa Caterina, si trova a Piazza Bellini e dal 1938 ospita le funzioni liturgiche per i membri dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Navata centrale con tre cupolette in sequenza
che simboleggiano la volta celeste




Il pavimento, in tessere di marmo di diversi colori,
simboleggia la terra.
Le figure geometriche
(cerchi ed esagoni) dovrebbero indicare le posizioni
degli officianti e dei nobili che li assistevano.



Crocifisso ligneo di pregevole fattura che domina l'abside





 

Cupolette in conci di arenaria sostenute da arcate spoglie e rigorose secondo lo stile normanno.



 

Abside e altare con Gammàdia che reca le quattro figure (Angelo; Aquila; Toro; Leone), simbolo degli evangelisti, disposte negli angoli della croce




Lapide con epitaffio dedicato a Matilde Marsico




In primo piano braciere con la croce purpurea quintupla
(simbolo dei Cavalieri del Santo Sepolcro)



 

SX: Merlatura di gusto fatimita che chiude il prospetto posteriore e cupoletta purpurea con finestrelle ad arco DX: La cappella presenta forma cubica interrotta dall'abside
e ornata da arcate cieche



Porta lignea con la croce purpurea quintupla
dei Cavalieri del Santo Sepolcro




La Cappella di San Cataldo è stato riconosciuta come Patrimonio dell'Unesco all'interno dell''Itinerario Arabo-Normanno che si snoda tra Palermo, Monreale e Cefalù.





Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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